Stamattina Xavi è stato romanticamente svegliato dalle formiche nel letto. A quanto pare ci seguono, pur essendo le formiche di Tarifa significativamente più piccole di quelle di Beneocaz.
Dopo una leggera colazione a base di biscotti integrali nel patio del motel ci siamo rimessi in moto.
Ci siamo fermati al mirador per le ultime foto dello Stretto di Gibilterra, ma l'Africa era solo un miraggio indistinto. Le cartoline del bar ci hanno aiutato a ricostruirne la fisionomia. Ci siamo consolati comprandoci la tipica maglietta da turistoni.

Mi è pianto il cuore a lasciare Tarifa. Avrei voluto fare snorkeling, vedere le spiagge della Riserva Naturale della Paloma, girare per il centro con i negozietti APERTI, vedere le Colonne d'Ercole con meno foschia, e soprattutto continuare le lezioni con il Kite per farci finalmente il Surf! Kite Surfing, mai avrei pensato di avvicinarmi a una roba del genere, eppure ora mi tenta... Comunque anche in Portogallo si pratica, dice Xavi (per consolarmi?), per cui forse la saga non è ancora finita.
La strada appena dietro le spiaggie principali di Tarifa è il sottile confine con un altro mondo: a 100m dai surfisti ci sono campi dorati e deserti, con cavalli semi liberi al pascolo.

L'altro sport di Tarifa è l'equitazione, forse per il fatto che i cavalli andalusi sono particolarmente pregiati.
Insieme ai cavalli si vedono bovini che ruminano beati, spesso accompagnati da uccelli bianchi poco più piccoli di gabbiani che non ho saputo identificare. In direzione di Sevilla i prati vengono gradualmente sostituiti dai campi di pomodori. Camion pieni di perini sfusi correvano di fianco all'autostrada sollevando nuvoloni di polvere.
Dopo aver seguito le indicazioni per il centro abbiamo parcheggiato in un autosilos.
Siamo entrati a Sevilla dalla parte dello Stadio ('Una afición es una devoción', recitava un cartellone che promuoveva non so che campionato con un'immagine quasi religiosa). La cittá si snoda lungo il fiume Guadalquivir, uno dei principali corsi d'acqua della Penisola. Ai tempi della scoperta dell'America questo era il porto che smistava le merci del Nuovo Mondo in cammino verso l'Europa. El Archivo de las Indias, un palazzo di fianco alla cattedrale, ne testimonia l'importanza commerciale. Abbiamo fatto il giro della Giralda, l'antico minareto ora campanile della cattedrale. È curioso come i cristiani si siano appropriati di monumenti musulmani adattandoli senza alcuna remora: come a dire che Dio è uno anche se i nomi sono scritti diversi. E allora perchè la guerra?
Alla ricerca di un ristorante, ci siamo inoltrati nel Barrio di Santa Cruz, un labirinto di vicoli incredibilmente angusti e pittoreschi. Ci siamo seduti sui tavolini fuori dal 'Mesón de los Venerables' e abbiamo mangiato gazpacho, tortilla de patatas, crocchette di baccalá con un'insalatina e melone. Girato l'angolo ci sarebbe stato il museo di Velasquez & Co., a malincuore l'abbiamo lasciato per un'altra volta (chissà quando...).
Tramortiti dal caldo, pur essendo 'solo' 33 gradi, quindi meno di Cartagena e Granada, dopo pranzo abbiamo cercato un locale climatizzato dove collegarci a internet e prenderci un gelato. Ho fatto tempo ad aggiornare il blog solo fino all'arrivo a Tarifa perché Xavi fremeva, impaziente di vedere Los Reales Alcázares. Su consiglio di chi a Sevilla ci ha vissuto per 6 mesi (grazie Mi!) erano imperdibili, insieme ai giardini di Maria Cristina e Plaza España.
Il portale principale de Los Reales Alcazares è splendido: il tetto è toledano, il friso arabo, gli epigrafi sia in arabo che in castigliano... peccato i lavori in corso!

Al primo patio un piccione ha subito cagato in testa a Xavi, che ha prontamente approfittato del rito musulmano dell'abluzione!


La fedele audioguida, Guidoo, che per quelli più furbi e meno romantici di noi si può condividere con un paio di cuffiette.

Los Reales Alcázares di Siviglia sono davvero una meraviglia! Una monumentale testimonianza del fatto che musulmani e cristiani insieme possono prosperare. La nostra audioguida Guidoo diceva che nonostante la lunga guerra per la Reconquista, ai fini pratici questi popoli hanno convissuto pacificamente molti anni.



Chittitrovo a Sevilla? La zia Ramona, all the way from Bellpuig! Qui siamo con le amiche che l'ospitavano nella sua trasferta andalusa.


Plaza de España: immagine di uno stato fatto di un'infinità di province radicalmente diverse tra loro, a cui è dedicata una specie di cappella per ordine alfabetico. Peccato che ci fossero lavori e la piazza non avesse le fontane in funzionamento.


Da Sevilla siamo arrivati a dormire a El Rocío, dove c'è il santuario della Vergine patrona degli andalusi e il "santuario" delle ultime linci nel parco naturale di Doñana. Alle 23 c'era ancora gente a cavallo per le strade! Sembrava davvero il west!
Chiara!! Egli ha quindi ora che essa non ha potuto evitare. poveri Paloma!!!!
RispondiElimina(A veure si ho he fet bé!!!)
quines casualitats de la vida la Ramona i vosaltres a Sevilla. Que petita és espanya!!!
?!?! Ara veig lo que es per tu llegir el italiá! No t'entenc res! El cas es que estavem escoltan l'audioguia i se sent un XAF, una mina de la paloma mudéjar!
RispondiEliminaQuin riure amb la Ramona. La filla de la seva amiga ha sigut molt amable i ens ha explicat coses de la zona.
Pentonets